30.04.2016

Tutti pazzi per Matteo, grazie Campione!

Direttamente da Cambridge, dove vive, ieri sera è arrivato a Lugano Matteo. La location e la cena, preparata dallo staff di Daphny capitanata dall’amico Stefano Barbieri, sono state stata impeccabili!

Abbiamo assistito alla presentazione di due rari esempi di coraggio e determinazione: le organizzazioni non profit ticinesi Down Universe e Associazione Alessia a cui abbiamo dedicato la serata e devoluto i proventi.

E poi ci ha incantato lui, Matteo, con la sua normale straordinarietà… Ci ha raccontato con generosità il suo Sogno Atlantico, con la modestia e la semplicità dei Grandi.

Prendetevi due minuti in più, leggetevi questo post di Matteo pubblicato a qualche settimana dal suo arrivo:

“Dopo averlo immaginato per dieci anni e pianificato per due anni, il mio Sogno Atlantico si è compiuto. Non ho voluto affrettarmi a scrivere questo post, ho preferito prendermi un po’ di tempo per riflettere sul viaggio e quanto è successo nei miei 52 giorni in mare.

È stata un’esperienza incredibile, un’altalena di emozioni e senza dubbio l’avventura di una vita, grazie a cui ho potuto conoscere persone eccezionali, testare i miei limiti e provare l’avventura come non l’avevo mai fatto. Alla fine, tutti i momenti della traversata sono stati preziosi anche quelli più dolorosi e provanti. Il periodo in mare è stato tosto, a tratti ho pensato di non farcela a raggiungere Antigua ma con un po’ di fortuna e molto sostegno da parte di centinaia di persone ce l’ho fatta.

È impossibile ringraziare singolarmente tutti coloro che mi hanno sostenuto durante e dopo la traversata: amici, sponsor ma anche perfetti sconosciuti che come me si sono innamorati dell’idea di remare attraverso un oceano e hanno deciso di aiutarmi in questa sfida. Quindi in questo post cercherò di essere sintetico e farò del mio meglio per poi scrivere privatamente alle persone e alle società che mi hanno supportato. Ci vorranno forse alcune settimane quindi mi scuso di già per il ritardo, ma scriverò sicuramente.

Prima di tutto vorrei ringraziare i miei genitori che mi hanno sempre sostenuto ed incoraggiato, e mio fratello per essere stato la mente e spesso anche le braccia impegnate nella preparazione della barca. Era fantastica, la miglior compagna che potessi avere, perfettamente preparata e capace di portarmi sano e salvo ad Antigua. Grazie anche a Fabrizio per avermi aiutato con la logistica e per le tre settimane di duro lavoro a La Gomera.

Ringrazio anche Max ed Edward, i miei straordinari soci, che mi hanno permesso di seguire i miei sogni e assentarmi dal lavoro ma anche di tornare in ufficio questa settimana!

L’accoglienza al traguardo è stata straordinaria. Non me lo aspettavo. Il calore della gente di Antigua era fantastico, era come se fossi tornato a casa. È stata anche una gioia vedere tutti i rematori arrivati prima di me. Mi sono sentito stordito e confuso, dopo 52 giorni in solitudine era difficile gestire la festa ed il rumore ed ero a disagio ad essere definito un campione o un eroe. Come molti rematori che affrontano l’oceano, non ho intrapreso quest’avventura per la gloria, il mio era solo un desiderio impellente di sfidare me stesso e di soddisfare un obiettivo personale. Lo stesso è successo al mio ritorno in Italia, grazie a tutti quelli che hanno seguito la mia avventura e che sono venuti a salutarmi. È stato grandioso anche incontrare la numerosa comunità di italiani di Antigua. Grazie di avermi accolto nella vostra patria di adozione.

Molte persone con cui ho parlato dopo l’arrivo hanno detto che erano molto coinvolte ed ispirate dalla gara di metà Atlantico che si è venuta a creare tra me, Stuart e Greg. Alcuni addirittura mi hanno confessato che dopo aver seguito la fine dell’avvincente gara hanno cominciato a remare o in qualche caso hanno ripreso i remi in mano dopo anni e in un caso decenni. Per questo devo ringraziare sia Stuart che Greg, due persone davvero straordinarie che ho avuto la fortuna di incontrare e di sfidare. Hanno tutto il mio rispetto e la mia ammirazione e spero che le nostre strade si incroceranno ancora in futuro. Lo stesso vale per tutti i rematori che hanno intrapreso questa incredibile sfida che mi ha regalato ricordi unici ma anche alcuni nuovi fantastici amici.

Infine vorrei ringraziare la mia meravigliosa compagna Rebecca per il suo straordinario sostegno prima, durante e dopo la gara. C’era sempre, a supportarmi ed a incoraggiarmi. Mi mandava gli aggiornamenti della gara, gestiva i rapporti con i social media, aggiornava il sito, ha organizzato la logistica per trasferire la mia famiglia ad Antigua in tempo per il mio arrivo e ha portato a termine magistralmente centinaia di altri compiti. È stata lei a dirmi di non mollare mai e quando le cose si facevano dure mi ricordava tutte le persone che credevano in me. Certamente non sarei stato in grado di traversare l’Atlantico e realizzare il mio sogno senza di lei e per questo le sarò eternamente grato.

Ormai è passato quasi un mese da quando ho toccato la terra ferma e la mia vita sta tornando alla normalità. Non ho più male alla schiena e alla gambe, il piede e le natiche sono guarite. Ancora non ho una presa corretta ma spero che le mie mani si rimettano presto.

Sono con i piedi per terra ma se chiudo gli occhi posso ancora vedere le onde dell’oceano. Il mio Sogno Atlantico non è finito!”

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